12 December, 2018 | Sito italiano | English site | | Credits

Storia della Vertemati: saga italiana e poco svedese

Che il titolo non tragga in inganno: Alvaro e Guido sono italianissimi, nati e cresciuti a Ponte di Triuggio, nella Brianza monzese.
Qui lavoravano in officina il padre e lo zio, piloti di ottimo livello nel dopoguerra nelle gare di gran fondo, e crescendo in mezzo ai motori fu quasi automatico che anche i due fratelli diventassero appassionati di motori. E pure piloti di cross, al punto che Guido arrivò a gareggiare nel Mondiale 500.
Tutto questo mentre i loro cugini Frigerio sfruttavano il marchio Puch per produrre moto da regolarità e cross.
Negli ultimi anni della carriera agonistica Guido Vertemati aveva preferito correre con le Husqvarna, e la soddisfazione fu tale che il legame col marchio svedese si trasformò in operazione commerciale.
Quando nel 1986 la Electrolux bloccò la produzione di moto e appaltò il marchio alla Cagiva, i Vertemati entrarono nel
la Husaberg. Che altro non era che un nuovo marchio sotto il quale si erano rifugiati alcuni tecnici provenienti dalla factory Husqvarna.
Per quasi un decennio furon soci della Casa Madre, importatori per l'Italia e team corse per Enduro e Cross.
Una storia che si avviò al termine quando i Vertemati cominciarono a sviluppare un loro prototipo, da affidare a Joel Smets per il Mondiale Cross 500.
Il nome Vertemati sul serbatoio sancì la rottura con Husaberg, un rapporto ormai logoro per gli errori tecnici e commerciali che da lì a poco costrinsero gli svedesi a vendere alla KTM.
Al coraggioso progetto dei fratelli brianzoli si interessarono in molti, anche una casa giapponese. Un'esperienza che ha spinto i Vertemati ad impegnarsi direttamente col proprio nome, per sviluppare una moto degna della loro esperienza.
Così nel giro di un anno e mezzo è nata la C 500.
E pensare che tutto era cominciato per scherzo.
Stanco di partecipare solo alle gare di Enduro, Guido Vertemati prese una Husaberg dal magazzino, smontò cavalletto, fanali e targa, e convocò Walter Bartolini (fratello del più famoso Andrea).Pochi giorni dopo i due erano nel paddock marchigiano della 1000 Dollari.
Tre partenze in testa e un piazzamento davanti a tutto il meglio del cross nazionale convinse i Vertemati che le 2T avevano fatto il loro tempo in 500.
L'intuizione non solo si è rivelata esatta, ma ha innescato un cambiamento epocale. Gli stessi costruttori giapponesi hanno imboccato la strada del 4T.
Anche per motivi di immagine "ecologica", prima Yamaha ed ora Honda stanno lanciando modelli specializzati, che in pochi anni sostituiranno le 2T: chi l'avrebbe mai detto in quel lontano pomeriggio di una domenica marchigiana del 1987?

Nel lontano 1993 il nostro primo progetto...

Il secondo progetto...

Il terzo progetto...

...clicca su qualsiasi immagine per ingrandirla.

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